All'inizio era una poesia
Tutto iniziò con una poesia ...
L'autore, innamorato della figlia del gioielliere che abitava dirimpetto a lui, la compose nel 1899. Nonostante l'amore fosse corrisposto, la famiglia della ragazza lo osteggio' per la diversità di ceto sociale tra i due.
Vincenzo Russo non poteva quindi aspirare al matrimonio; scrisse allora questi versi che appena letti vennero subito musicati da un suo amico, il maestro Eduardo di Capua (già famoso per 'O sole mio').
Quello che mi ha colpito di questa canzone, così poetica e delicata, è il grande amore, la gentilezza e il rispetto che traspare da ogni strofa.
Vincenzo è innamorato, ha una occasione unica per stare con la donna che ama ma la trova addormentata e il suo amore è tale che, pur sapendo di non avere troppe altre opportunità di averla vicina, la lascia dormire e non ha il coraggio di svegliarla (questo magari lui solo lo sogna, ma ugualmente sa metterlo in poesia con parole uniche).
Il dialetto napoletano aggiunge poesia alla poesia soprattutto nella strofa che dice:
...
ma 'o core nun mmo ddice
'e te sceta'
(non ho cuore di svegliarti, il cuore non mi dice di svegliarti)
...
Potremmo tradurre "non ho il coraggio di svegliarti"
"coraggio" deriva da "cosa ti dice il cuore" ma prima di questa canzone non mi ero mai soffermata sul significato primitivo della parola e sicuramente non l'avrei fatto se l'avessi sentita solo in italiano.
Per l'ascolto ho scelto la versione di Mina che rispetta la stesura originale (nella versione più famosa infatti è stata aggiunta una strofa che non c'era in origine) ma la canzone è stata interpretata da tanti artisti napoletani, italiani ed internazionali.
Per chi vuole approfondire: la pagina di Wikipedia Qui
Una biografia di Vincenzo Russo Qui
Dedico a questa canzone la borsa che sto cucendo in questi giorni in tessuto con motivi floreali dorati su sfondo rosso (a breve le foto della borsa completata)
P.s. Aggiornamento: eccola! La metto anche qui in fondo al post (per chi ci arriva direttamente e non dal blog) la mia borsa completata
L'autore, innamorato della figlia del gioielliere che abitava dirimpetto a lui, la compose nel 1899. Nonostante l'amore fosse corrisposto, la famiglia della ragazza lo osteggio' per la diversità di ceto sociale tra i due.
Vincenzo Russo non poteva quindi aspirare al matrimonio; scrisse allora questi versi che appena letti vennero subito musicati da un suo amico, il maestro Eduardo di Capua (già famoso per 'O sole mio').
Quello che mi ha colpito di questa canzone, così poetica e delicata, è il grande amore, la gentilezza e il rispetto che traspare da ogni strofa.
Vincenzo è innamorato, ha una occasione unica per stare con la donna che ama ma la trova addormentata e il suo amore è tale che, pur sapendo di non avere troppe altre opportunità di averla vicina, la lascia dormire e non ha il coraggio di svegliarla (questo magari lui solo lo sogna, ma ugualmente sa metterlo in poesia con parole uniche).
Il dialetto napoletano aggiunge poesia alla poesia soprattutto nella strofa che dice:
...
ma 'o core nun mmo ddice
'e te sceta'
(non ho cuore di svegliarti, il cuore non mi dice di svegliarti)
...
Potremmo tradurre "non ho il coraggio di svegliarti"
"coraggio" deriva da "cosa ti dice il cuore" ma prima di questa canzone non mi ero mai soffermata sul significato primitivo della parola e sicuramente non l'avrei fatto se l'avessi sentita solo in italiano.
Per l'ascolto ho scelto la versione di Mina che rispetta la stesura originale (nella versione più famosa infatti è stata aggiunta una strofa che non c'era in origine) ma la canzone è stata interpretata da tanti artisti napoletani, italiani ed internazionali.
Per chi vuole approfondire: la pagina di Wikipedia Qui
Una biografia di Vincenzo Russo Qui
Dedico a questa canzone la borsa che sto cucendo in questi giorni in tessuto con motivi floreali dorati su sfondo rosso (a breve le foto della borsa completata)
P.s. Aggiornamento: eccola! La metto anche qui in fondo al post (per chi ci arriva direttamente e non dal blog) la mia borsa completata




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